

UMBERTO ONORATO
Umberto Onorato nacque a Lucera il febbraio 1898. Dopo la maturità classica conseguita presso il Liceo Ginnasio "Ruggero Bonghi" .si trasferì a Roma, dove entrò presto in contatto con il mondo dello spettacolo. Nel 1935 sposò a Milano Renata Fercioni, figlia di un noto sarto milanese. Notizie più o meno romanzate della sua vita si leggono ln uno dei suoi libri "Nuovo per queste scene",troppo divertente e autoironico per essere considerato una vera autobiografia, ma di certo illuminante per comprendere il carattere dell'artista, che si raccontava come un personaggio a fumetti. Ecco dunque alcuni aneddoti. Apprendiamo che andò a Genova per studiare Giurisprudenza ma, resosi conto che quegli studi non facevano per lui, si impiegò in una piccola banca, dove lo licenziarono a causa di quei "buffi disegnini" con cui si divertiva a decorare i registri contabili. Onorato racconta di se': "La ricerca di un impiego divenne sempre più affannosa e inutile. Alla fine, visto che le mie qualità contabili e il mio titolo di studio erano sufficienti per farmi morire di fame, cambiai di colpo direzione ai miei pensieri e, considerato che non potevo vivere Con un lavoro serio, mi buttai decisamente tra le braccia dell'arte". Iniziò la sua attività artistica già a Lucera. collaborando con un giornale satirico locale "11 Frizzo", con vignette e caricature, ma cominciò a frequentare assiduamente il mondo del teatro e del cinema soprattutto nei suoi anni romani. Come scenografo e costumista esordì nel 1928 con la compagnia di rivista Riccioli - Primavera. Tra il 1933 e il 1940 lavorò alle scenografie delle più importanti compagnie teatrali e dal 1942 al 1944 collaborò regolarmente con le più note formazioni di prosa (Totò, Macario. Nino Taranto). Per qualche tempo creò anche bozzetti e slogan pubblicitari, manifesti cinematografici e persino figurini di moda. Un talento naturale, uno spirito creativo instancabile. Collaboratore di periodici e riviste, sia come caricaturista sia come autore di "rubriche lampo" di attualità. lavorò per il "Travaso", il principe dei giornali satirici, dal 1922 al 1944. ma anche per la "Tribuna", " Noi e il mondo", Grandi firme", "Tribuna illustrata". Umberto Onorato continuerà la sua attività di caricaturista, i11ustratore, disegnatore, vignettista per una vita intera, fino a quel tragico 14 settembre l967, quando morì in un incidente stradale vicini Frosinone. Quarantacinque anni con la matita in mano, la pipa spenta in bocca e lo sguardo ironico fisso sul volto di un attore.
IL MONDO DELLO SPETTACOLO
La storia di Onorato e la sua attività si identificano con la storia del teatro italiano, con l'evoluzione critica dell'arte drammatica, con la storia del costume. in generale con la Scena italiana dagli anni Venti fin verso la fine degli anni Sessanta. Non c'e scrittore, interprete, cantante, mimo, clown, ballerino, soubrette, direttore d'orchestra, comico di rivista, attore, regista che dall'epoca della prima guerra mondiale, sia sfuggito alla matita ironica di Onorato. Era un infaticabile 'produttore di disegni". un uomo innamorato delle potenzialità espressive dei volti: l'essenzialità del tratto lo conduceva a mirabili sintesi capaci di rappresentare i personaggi attraverso elementi semplici, curve secche, ritmi spezzati.
Guardando le sue opere, emerge uno stile assai personale. In particolare nelle caricature l'autore esprime il suo straordinario eclettismo: Lo stile varia da soggetto a soggetto, la tecnica si adatta di volta in volta a sottolineare determinate caratteristiche del personaggio. Così mutano anche gli strumenti grafici: dalle caricature realizzate a penna o con pennello e inchiostro, a quelle a carboncino. fino all'uso sempre più frequente di notazioni cromatiche, rese attraverso la trasparenza e le sfumature dell'acquerello. La caricatura diviene sintesi, movimento e colore e la versatilità nell'uso dei mezzi grafici è strumento prezioso per approfondire l'analisi psicologica del personaggio. Uno spirito instancabile. Lo interessava ogni forma di spettacolo, dal teatro di prosa a quello di rivista, dall'operetta al cinema, all'opera lirica, alla musica sinfonica e leggera. Sono rappresentati nella collezione lucerina attori e autori di teatro e di cinema: tra gli altri. V Gasman. A. Ninchi, P. De Filippo, E. De Filippo, N. Besozzi, M. Benassi, U. Tognazzi, F. Valeri, A. Magnani, Totò, V. De Sica, E. Merlini, I. Grammatica, S. Randone, ecc.: cantanti d'opera e musicisti; personaggi del mondo del varietà, della rivista, dell'operetta: J, Baker, Macario. N. Taranto, Dapporto, Noschese, Bramieri, Vanda Osiris, D. Scala, C. Miranda: cantanti come Dalida, D. Modugno, C. Villa. Attraverso i volti, le facce, i caratteri inconfondibili dei protagonisti del mondo dello spettacolo di quegli anni, tratteggiati con ironia e affetto dalla sua matita, vediamo rivivere come su un immaginario palcoscenico una intera società teatrale, culturale. mondana che non esiste più.
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