

DISEGNO DEI BRONZETTI COMPONENTI IL CARRELLO

Ritornano per alcuni mesi a Lucera, per la prima volta esposti al pubblico, i preziosi bronzetti rinvenuti sulla collina del Castello nel lontano Ottocento, grazie al sostegno del Comune di Lucera, della Provincia di Foggia e del Lions Club di Lucera, promotore della iniziativa, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Puglia.
La scoperta di questo nucleo di bronzetti, composto da figure umane e animali, avvenne nei primi mesi del 1800 in un vigneto sulla collina del Castello di Lucera, insieme a spiedi e fibule che andarono presto dispersi. Nel 1830 tutti i bronzetti facevano parte della raccolta del Consigliere di lntendenza a Foggia, il Sig. Bonghi, il quale inviò all' lstituto di Corrispondenza Archeologica, di cui era socio i disegni eseguiti dal canonico D. Francesco Paolo Lombardi di Lucera.
Fatta questa eccezione, la scoperta dei bronzetti è rimasta a lungo nella oscurità: nessuna altra fonte dell'epoca infatti ne parla. Erano gli anni in cui i ritrovamenti archeologici a Lucera si intensificavano, a seguito di lavori agricoli o di interventi nell'area urbana, e i materiali, come nel nostro caso, confluivano nelle collezioni della borghesia colta locale.
Vicende non altrimenti note condussero il gruppo di bronzetti da Lucera fino al Museo di Oxford, delle cui raccolte fa tuttora parte, ad eccezione di uno di essi (un lupo con in bocca un agnello), conservato nelle collezioni del British Museum di Londra già dalla fine dell'Ottocento. Due figurine, tra cui una armata di scudo, sono invece andate disperse.
RICOSTRUZIONE DEL CARRELLO DI LUCERA (PETERSEN 1899)

Il cosiddetto "Carrello di Lucera" è così definito dalla ricostruzione dei diversi elementi che fu proposta già nell'Ottocento. Rimane dubbia in realtà l'appartenenza di tutti i bronzetti ad un unico oggetto. La presenza di un disco di bronzo forato al centro e di tre lunghe sbarre verticali, ciasncuna munita alla base di una ruota e ornata con una testa di capra applicata nella parte mediana, costituirono la ragione della ricomposizione degli oggetti in un unico insieme, nel quale il disco, cui erano fissate le sbarre, costituiva il supporto per le figurine umane e animali.
Le figure maschili sono nude o indossano una corta tunica o, in un caso, sono armate di scudo. Una sola figura, femminile, ha le lunghe gambe incrociate ed è seduta su una sorta di altalena, con una mano portata alla bocca. Le figurine animali rappresentano tori e arieti e uccelli. I movimenti delle braccia delle figure maschili lasciano pensare che, indipendentemente dalla ricostruzione complessiva e dall'appartenenza ad uno stesso oggetto, i personaggi propongono un atteggiamento rituale, forse in relazione con riti di fecondità, come si può desumere dalla figura di aspetto itifallico.
Quanto al contesto di ritrovamento, considerati anche gli altri dati ( la presenza di spiedi e di fibule), è molto probabile che il "Carrello di Lucera" facesse parte del corredo di una tomba.
Importato dall'area etrusco-campana, il complesso dei bronzetti si può datare intorno all' VIII° secolo a.C., secolo nel corso del quale è ben nota proprio sulla collina del Castello la presenza di un insediamento.
RIPRODUZIONE FOTOGRAFICA DEI BRONZETTI

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