CFND - Breve storia dell'Incoronata


breve storia dell'incoronata

 

 

Per la gente di Puglia, il Santuario della Madonna Incoronata di Foggia è da sempre riferimento, meta di pellegrinaggi e luogo di gioiosa accoglienza per giovani, ragazzi e bambini, lo stesso Santuario è una Basilica Giubilare ed è stato visitato da Sua Santità Giovanni Paolo II, in uno dei suoi viaggi apostolici il 24 maggio 1987. In quella occasione, il pontefice posò sulle ginocchia della icona Mariana un bambino in legno di noce scuro, in sostituzione di quello originario, andato disperso.

Si ritiene opportuno, riportare di seguito una breve storia sul Santuario e sulla apparizione della "Madre di Dio Incoronata".

Nella sua millenaria esistenza, il Santuario ha vissuto vicende diverse, è ubicato a circa sette chilometri dal capoluogo di provincia (Foggia) nel "bosco dell' Incoronata", un tempo noto come "bosco del Cervaro", già riserva di caccia di Federico II di Svevia. La storia inizia nel 1001 ed a quel tempo il bosco, ricco di querce, era frequentato da signorotti che lo utilizzavano per la caccia, e dai pastori di abbruzzo che durante la transumanza, vi giungevano percorrendo i lunghi tratturi. La tradizione, ormai consolidata, narra che nello aprile del 1001 un nobile conte di Ariano Irpino sogna che avrebbe fatto una buona caccia nel bosco del Cervaro e, incoraggiato dal sogno, vi si reca per una battuta di caccia verso la fine del mese di aprile. Alle prime luci dell' alba, ferisce un daino, lo insegue e lo trova accasciato presso una grande quercia, si avvicina all' albero per prendere la preda, e nei pressi della quercia viene avvolto da "bagliori di fuoco" che sembravano bruciarne il fusto, si ritrae impaurito quando nella luce vede apparire la Vergine Maria che gli dice "Non temere, io sono la madre di Dio, voglio che mi sia eretta qui una cappella per essere venerata dai fedeli. Renderò celebre questo luogo con le grazie che concederò a quanti mi invocheranno davanti a questa immagine con cuore sincero e filiale". Nel frattempo sopraggiunse un pastore cui la storia assegna il nome di Strazzacappa, che vede con stupore i suoi buoi piegarsi come in adorazione dinanzi alla quercia.

Con meraviglia del conte e del pastore tra i rami dell' albero appare una statua di legno scuro raffigurante la madonna con il bambin Gesù. Si racconta che il pastore prese una "caldarella" di rame la riempi d'olio e la appese, dopo averla accesa, a guisa di lampada in onore della Madonna, quell' olio duro, inspiegabilmente, per molti anni senza che fosse necessario rifonderlo. I pellegrini accorsero numerosi a venerare la sacra immagine, e notato il prodigio dell' olio, si ungevano con lo stesso ottenendo inspiegabili guarigioni fisiche e spirituali Anche il conte di Ariano giunto per malattia in punto di morte, si fece ungere da quell' olio guarendo prodigiosamente. In seguito, per gratitudine, fece edificare una piccola cappella che, suiccessivamente affidata a monaci basiliani, venne nel tempo ingrandita con la annessione di un convento. L' attuale basilica, costruita sui resti dell' antico Santuario, è stata inaugurata l' 11 aprile del 1965. All' interno del Santuario si conserva anche un crocifisso del XVII secolo ed in esso è custodito, sotto l'altare della cripta il "santo legno" unico pezzo residuo della antica quercia della apparizione.

Questa la leggenda, perduta nella notte dei tempi e tramandata con amore e costanza di generazione in generazione. Le fonti letterarie note, risalgono al secolo XVII, mentre le fonti archivistiche attestano la sua esistenza già di rilevante importanza fin dal 1140 (Diploma Reale del 24 novembre 1140 con il quale Ruggero II di Altavilla dona a San Guglielmo l' Incoronata), gli esami scientifici al C14 cui la statua lignea è stata sottoposta presso il laboratorio chimico della facoltà di geochimica della Università di Roma, a cura della dott.ssa Cortesi, hanno permesso, con tutte le precauzioni del caso, di datare il taglio dell' albero nel periodo che è a cavallo fra il XII° ed il XIV° secolo , precisamente tra il 1280 ed il 1320.

 



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