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FRANCOBOLLO |
ANNULLO PRIMO GIORNO |
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Emissione di quattro francobolli ordinari appartenenti alla serie tematica "Il turismo" dedicati a Diano Marina (Im), Pienza (Si), Monte Sant'Angelo (Fg) e Lampedusa (Ag).
(Autorizzata con decreto 16 maggio 1995 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 149 del 28 giugno 1995)
Le Poste Italiane hanno disposto per il giorno 18 maggio 1996 l' emissione di quattro francobolli ordinari appartenenti alla serie tematica "Il turismo" dedicati a Diano marina, Pienza,
Monte Sant'Angelo e Lampedusa, nel valore di £. 750 per ciascun soggetto.I francobolli sono stampati dall' Officina carte Valori dell' Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, in rotocalcografia, su carta fluorescente non filigranata : formato carta : mm 40 x 30; formato stampa: mm. 36 x 26; dentellatura: 14 x 13 ¼; colori: quadricromia; tiratura: tre milioni di esemplari per ciascun francobollo; foglio: cinquanta esemplari.
Ciascuna vignetta riproduce, insieme ad un elemento principale, ulteriori elementi illustrativi delle specifiche realtà. La vignetta dedicata a Diano Marina riproduce, siu fondo indaco, la Chiesa di S.Antonio Abate: nei riquadri l'infiorata del Corpus Domini, il particolare di una villa in località sant'Anna, la cupola della Chiesa di Sant'Anna, un motivo floreale, un ramoscello di ulivo con frutti ed una barca a vela con il profilo della costa.
La vignetta dedicata a Pienza riproduce, su fondo grigio topo, la facciata del Duomo, nei riquadri, sostenuti da un simbolico albero della val d'Orcia, sono riportati una effigie di papa Pio II Piccolomini, un vessillo di casa Piccolomini, elementi architettonici riferiti all' opera di Bernardo Rossellino e S.Sabina in una pala d'altare di Giovanni di Paolo, in alto a sinistra un tondo a raffigurare il movimento del tempo.
La vignetta dedicata a Monte Sant' Angelo riproduce, su fondo verde, la chiesa di San Michele Arcangelo con la Torre campanaria, nei riquadri l'edicola con la statua di San Michele Arcangelo, un bassorilievo sito nel castello normanno svevo aragonese, lo stemma regio ed il profilo caratteristico delle abitazioni.
La vignetta dedicata a Lampedusa riproduce, su fondo azzurro e celeste, un damuso con palma e sole, nei riquadri una aragosta, un polipo e la barriera corallina, una tartaruga marina, il santuario di Porto salvo e fichi d'india.
Su ciascun francobollo sono riportati rispettivamente le leggende "DIANO MARINA", "PIENZA", "MONTE SANT'ANGELO" E "LAMPEDUSA", la scritta "ITALIA" ed il valore "750".
Bozzettisti: Maria Maddalena Tuccelli per Diano Marina, Aleardo Paolucci per Pienza, Pietro Nocolò Arghittu per Monte Sant'Angelo, Tiziana Trinca per Lampedusa.
Roma, 18 maggio 1996
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Adagiata sulla parete meridionale dello sperone del gargano, in una magnifica posizione panoramica, che sembra unire in un tutt'uno mare e montagna, la Città di Monte Sant'Angelo deve le sue origini ad un evento straordinario: l'apparizione di San Michele Arcangelo nell' omonima grotta, evento che le consentì di occupare, sin dal basso Medio evo, un ruolo privilegiato nella realtà storico - sociale della penisola italica.
Il culto Michaelico si diffuse con rapidità in tutto il mondo occidentale e determinò, sin dalla fine del V secolo la crescita di un centro urbano intorno al Santuario ipogeo dell' Arcangelo.
Dei popoli barbari che, in seguito, attraversarono ed occuparono il meridione d'Italia, i Longobardi, convertitisi per primi al cristianesimo, fecero di San Michele il loro Patrono e promossero, attraverso il percorso della "Via Sacra Longobardorum" un intenso flusso di pellegrinaggio mai interrotto.
Tappa obbligata dei crociati diretti in Terra Santa sin dal X secolo, il sacro Monte fu in vero visitato da nobili ed alti prelati e fu oggetto di venerazione da parte di grandi santi tra i quali spicca, per fervore ed umiltà, Francesco d' Assisi.
Nell' alto Medio Evo, il santuario ebbe il culto dei popoli che si susseguirono nella terra di Puglia: gli Ottoni, i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e, così l'intera città fruì di speciali privilegi, arricchendosi di singolari espressioni di arte medioevale.
L'originalità del campanile ottagonale e la preziosità delle porte bronzee, all'ingresso del portale romanico, fanno, infatti da cornice alla basilica che, pur aprendosi con una navata a tre campate, lascia ampio spazio sulla destra alla Grotta, le cui strutture architettoniche (statua dell' Arcangelo del Sansovino, Cattedra episcopale, trono regio, altare della Madonna) si integrano con l'essenzialità e la nudità dell' ambiente, in una atmosfera suggestiva e senz'altro insolita.
Di fronte alla Basilica sorge la cosiddetta Tomba di Rotari (secolo XII), più probabilmente un battistero, quadrilatero con tamburo ottagonale e cupola, riccamente ornata.
Accanto è posta la Chiesa di Santa Maria Maggiore (1170) con portale e lunetta dagli influssi orientali: al suo interno si evidenziano capitelli istoriati e affreschi bizantineggianti.
Nella zona più alta, non lontana dal santuario, è il Castello sul quale troneggia l'imponente torre dei Giganti (secolo XI).
Intorno a tali strutture è intessuto in centro urbano, di cui il rione Junno, con le sue abitazioni ad un piano, bianche, allineate a schiera lungo vivoli stretti e tortuosi, è la parte più antica e di particolare veduta architettonica all'estremità di questa zona, nell' antico convento francescano del XIV secolo, è allestito il "Museo delle Arti e Tradizioni Popolari del Gargano". Di questa terra Monte Sant'Angelo si pone come luogo e momento geograficamente e storicamente emblematico.
Recensione a firma del sig. Giuseppe Totaro sindaco di Monte Sant'Angelo nel 1996
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