CFND - 1982 Serie Turistica - Rodi Garganico


1982 serie turistica - rodi garganico

 

 

 

FRANCOBOLLO

ANNULLO PRIMO GIORNO

 

EMISSIONE DI QUATTRO FRANCOBOLLI DELLA SERIE TEMATICA "TURISTICA"

(Autorizzazione con decreto Ministeriale del 16 marzo 1981, pubblicato su G.U. n° 199 del 22 luglio 1981)

L'Amministrazione delle Poste e delle Telecomunicazioni ha disposto, per il 28 giugno 1982, l'emissione di quattro francobolli della serie ordinaria tematica "Turistica", nei valori da £. 200, £. 200, £. 450, £. 450.

Detti francobolli sono stampati dall' Officina carte valori dell' Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, in rotocalco, su carta fluorescente non filigranata; formato carta: mm. 48 x 40; formato stampa: mm. 44 x 36; dentellatura 14; tiratura: cinque milioni di esemplari per ciascun valore; foglio 25 francobolli; quadricromia.

Le vignette riproducono, in una cornice colorata, una veduta pittorica della località prescelta e precisamente: valore da £. 200: Grotte di Frasassi, veduta di un particolare (cornice color lilla); valore da £. 200: Fai della Paganella , veduta panoramica (cornice color rosso); valore da £. 450: Rodi Garganico, veduta panoramica (cornice color verde); valore da £. 450: Templi di Agrigento, paesaggio (cornice color giallo).

Nella cornice, in alto, rispettivamente le leggende "GROTTE DI FRASASSI", "FAI DELLA PAGANELLA", "RODI GARGANICO", "TEMPLI DI AGRIGENTO"; in basso, la leggenda "ITALIA" ed i rispettivi valori «200», «200», «450», «450».

Bozzettista Emidio Vangelli del Centro Filatelico dell' Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Roma, 28 giugno 1982

Rosea fanciulla

Attonita

Su lo scoglio sonante,

con amplissimo velo

verde

costellato d' oro

sparpagliato

dalla brezza

Rodi sorge a m. 46 sul livello del mare, arroccata sopra un piccolo promontorio, circondata da una lussureggiante vegetazione di agrumeti, uliveti e pinete, dove la mano dell' uomo non ha deturpato ancora le bellezze e i profumi della natura.

Centro di antichissime tradizioni marinare, Rodi fu forse colonia greca fondata dai Roddi argivi. Non mancano, tuttavia, tracce importanti e anteriori di insediamenti preistorici nelle contrade a ponente della città (Santa Lucia, Tuppo del Parco, Punta Cucchiara).

Identificata a lungo con la famosa Uria Garganica, è più verosimilmente da collegare con Portus Garnae, ricordato da Plinio, di cui alla fine dell' ottocento si vedevano i resti del tabularium, come scrive l' insigne storico locale Michelangelo De Grazia.

Una epigrafe, murata un tempo sulla facciata esterna del santuario della Libera, testimoniava che la città, in età romana, era stata amministrata da un Comite, magistrato ed esattore di tributi.

Distrutta dai goti nel 485 d.C., di Rodi non si hanno notizie fino al basso Medio Evo; la tradizione scritta tramanda una visita di Papa Alessandro III nel 1176 e il Dominio feudale della signora Richarda nel 1184.

Alleata di Federico II di Svevia, la Città venne saccheggiata dal veneziani nell' anno 1240, e , munita, quindi di salde mura e torri difensive contro le frequenti scorrerie saracene, dal 1446 fu dichiarata feudo ad opera di Alfonso I d' Aragona e tale rimase fino ai primi anni del XIX secolo.

Una peculiare caratteristica ha il centro antico visto dal mare : le case, molto strette fra loro, si sviluppano in alto, quasi sovrapponendosi le une alle altre; è una cittadina "in verticale", dunque con le case che, come donne curiose, allungano il collo per scorgere chi viene dal mare.

Fresca ed odorosissima è Rodi, sommersa dai profumi di zagare e di resina; giardino di aranci e limoni, piccola capitale degli agrumi garganici. Le arance di rodi sono giunte, sino alla fine dle secolo scorso, perfino in America ed in Russia; esse hanno sempre avuto la prerogativa di una maturazione ritardata, cosa che le rende molto ricercate.

Rodi è una ridente cittadina che, pur offrendo tutte le caratteristiche di un affermato centro balneare, conserva intatta la purezza e la genuinità delle tradizioni del luogo con una ospitalità forse rude, ma veramente spontanea.

Le bellezze della zona, divenute famose per le innumerevoli e suggestive grotte, le isole Tremiti facilmente raggiungibili con vaporetti ed aliscafi giornalieri, la Foresta Umbra ed un mare veramente pulito e trasparente fanno di Rodi uno fra i primi centri turistici della regione.

Fra i monumenti si possono ammirare il campanile della chiesa di San Nicola di Mira, costruzione comacina dello stile classico romanico, fornito dell' originaria scala a chiocciola, e di parecchie feritoie; una miracolosa e pregevole "Tavola" della Madonna della Libera, che tradizione vuole sia giunta da Bisanzio nel 1453 e che si venera nel santuario settecentesco; un convento in via di restauro, costruito dai cappuccini nel 1538 tra il verde degli ulivi e che fa corona al centro abitato.

Ogni strada, poi, ha una sua marcata fisionomia; vi si possono ammirare cornicioni di origine provenzale, e ricchi portali in pietra lavorata di varie epoche.

Oggi Rodi, con le infrastrutture turistico - balneari, con alberghi e camping attrezzati disseminati lungo il litorale, offre a chiunque lo desideri "sola, mare, vacanze".

Recenzione a firma di Nicola Pinto sindaco di Rodi nel 1982

 

 

 

 

 

 



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