CFND - I luoghi sacri di Troia


i luoghi sacri di troia

 

 

Testo e progetto di Enzo Pio Pignatiello.

(Visita il sito di Enzo Pio Pignatiello sui Campanili e sulle Campane di Troia)

 

Troia possiede 10 chiese, tutte belle e tutte antiche, ma quella che ha maggiore interesse storico e artistico è la Cattedrale. Fondata nel 1094 e finita di costruire nel 1117, è uno dei più belli esempi di architettura romanica in Puglia, ed è dedicata alla Vergine Assunta in cielo. Durante i secoli, la chiesa venne più volte ammodernata (in specie nel 700) con stucchi e balaustre barocche; e con numerosi altari gentilizi lungo le due navate laterali, a tal punto che si venne a perdere la semplicità romanica. Nel 1858, il vescovo Mons. Tommaso Passero ordinò lo sgombero delle navate laterali dagli altari, ma solo tra il 1950 e il 1960, le inutili sovrastrutture vennero abbattute quasi del tutto (rimangono infatti le 2 cappelle barocche e le acquasantiere ai lati del portale maggiore) e lo stile della chiesa tornò solenne e sobrio come prima e come è tuttora.

ESTERNO. La facciata è divisa in 2 da un cornicione. La parte inferiore ha 6 arcate cieche, spartite a3 a 3 da uno stupendo portone in bronzo, con 28 quadrati, realizzato da Oderisio da Benevento nel 1119. Nella parte superiore spicca il meraviglioso rosone a 11 raggi, e altrettanti campi lavorati come merletti, uno diverso dall’ altro. Il rosone è incorniciato da un arco sorretto da 2 colonnine. La facciata superiore è completata e slanciata da alcuni pinnacoli barocchi. Sulla facciata laterale di Largo Pirro si contano 12 archi ciechi, tra cui è un portone bronzeo del 1971, dedicato alla Madonna. Un tredicesimo archetto è interrotto dal muro della possente cappella dei Santi, su cui è posta una iscrizione di Guglielmo II Normanno; a questi è dedicata la viuzza adiacente che conviene percorrere per arrivare all’abside. Esso è contornato da 8 colonne sovrapposte a due a due, tra le quali è inserita la finestra dei leoni ( internamente murata), che è una sorta di protesta alla politica di Federico II di Svevia; infatti il leone di destra schiaccia un serpente (Federico II), e quello di sinistra, la testa di un Moro (I Saraceni di Lucera). Verso il portone, al fianco sinistro dell’abside, per un rettangolo, la pavimentazione è rosa: sorgeva lì, fino a una trentina di anni fa, la Cappella Lombardo che copriva metà abside, per costruirla, vennero spezzate le teste di 4 leoni attaccati ai capitelli. Su Piazza Episcopio, vi sono 11 archi ciechi, tra cui è situata un’altra splendida porta bronzea del 1127, e la Cappella dell’Assunta, su cui poggia il campanile.

INTERNO. Entrando dal portone principale ci si trova avanti le 3 navate, affiancate da 12 colonne che simboleggiano gli Apostoli. A destra, una tredicesima è addossata ad un’altra e rappresenta Gesù, la pietra angolare su cui si fonda e si poggia la Chiesa. Se si fa attenzione, si nota che, non per caso, la base della tredicesima colonna è appunto a forma di triangolo. Da apprezzare inoltre in cima alle colonne i tredici capitelli tutti differenti tra loro. Tornare all’entrata principale (in posizione di chi entra) e osservare a sinistra il fonte battesimale del XI sec., e un affresco rovinato raffigurante San Giacomo. Sempre in medesima direzione, dopo la porta della Madonna, è posto il bel pulpito sorretto da 4 agili colonnine e capitelli, come al solito differenti. Tra questi, uno è lavorato solo in parte, poiché, un tempo, il pulpito era sistemato all’opposto di dove è adesso, e cotesto capitello era inserito nell’angolo del muro. Proseguendo, sempre sul lato dell’ambone è sita la Cappella dei Santi, nella quale, in 5 nicchie, sono conservati i busti lignei seicenteschi dei 5 protettori (Secondino, Anastasio, Urbano, Ponziano, Eleuterio). Vi sono inoltre 3 altari: uno maggiore e due laterali, il primo a sinistra è dedicato alla Vergine SS. Del Carmine, quello a destra alla Madonna Addolorata. Questa Cappella, con il rovinoso terremoto del 1731, che distrusse Foggia, crollò e venne ricostruita. All’opposto di essa vi è la Cappella dell’Assunta, costruita dopo il terremoto del 1731, per essere precisi nel 1777. Ha 3 altari, tra cui quello maggiore sormontato da una grande nicchia contenente la stupenda statua della Madonna (Assunta), scolpita da G. Colombo. In questa Cappella sono sepolti Mons. Emilio Giacomo Cavalieri e Mons. Tommaso Passero, entrambi vescovi troiani, a cui sono dedicate due lapidi ai lati dell’altare maggiore. Sotto il pavimento c’è una tomba comune di altri vescovi, accessibile tramite una botola. Ciascun altare laterale è sormontato da un dipinto ottocentesco: quello di destra da S Tommaso d’Aquino e quello di sinistra da Santa Maria Francesca delle 5 piaghe. Tornare nella navata centrale per osservare il catino absidale nel quale è appeso il bel crocifisso ligneo settecentesco (di ignoto autore) dipinto da Pietro Frasa, sotto il quale è il coro in legno e la tastiera dell’organo. A sinistra dell’abside è dipinto un affresco del 400 chiamato " Dormitio Mariae" poiché rappresenta la Vergine in punto di morte.L’altare centrale è del 1958 ed è sovrastato da una volta a crociera con un piccolo bassorilievo rappresentante una croce infilata nella pietra. Guardare in alto, sulle pareti ai lati della volta, su cui sono affrescati a destra la visita di Maria a S. Elisabetta, a sinistra lo sposalizio di Maria Vergine. A destra dell’altare, sotto le canne dell’organo, c’è una piccola porta che apre l’accesso alla sagrestia. La prima stanza era originariamente la Cappella del Santissimo (in cui era esposto il Sacramento), e contiene ancora alcune pregevoli opere come il seicentesco quadro a olio che raffigura Gesù nell’ultima cena; sulle pareti laterali sono scavate due nicchie contenenti le statue dei Santi Francesco e Agostino, attribuite al Colombo. Il tutto è sovrastato da un cupolino affrescato con "La Gloria celeste". Proseguendo nella sagrestia,(passando sotto la statua di S. Francesco) si attraversano tre stanze per arrivare alla sala del Tesoro che contiene preziosi vasi e paramenti Sacri, i busti d’argento dei Santi Patroni, volumi e pergamene tra cui i rotoli dell’Exultet, risalenti all’incirca al 1000.

LA CHIESA DELL’ADDOLORATA (o di S. Benedetto).

Si trova in Piazza Giovanni XXIII, di fronte alla Cattedrale. E’ costruzione settecentesca con esterno molto semplice e possiede due entrate di cui una (l’originale) è murata. L’interno ha una unica navata, tre altari barocchi e numerosi quadri e statue. A cominciare da sinistra vi sono: la statua di S. Francesco di Paola dell’ 800, la tela di Santa Scolastica, la statua di S. Nicola da Tolentino di N. Quantarula, una altra tela con la Sacra Famiglia di Zaccaria, S. Elisabetta e Giovanni Battista, la statua di S. Scolastica. A destra si trovano invece: la statua di Maria SS. Addolorata del Colombo, la tela della Madonna dei sette specchi, la statua di S. Antonio di Padova, pure del Quantarula, una tela che rappresenta alcune monache (mentre colpiscono la vanità mondana) e la statua di Maria col Bambino. A sinistra, sopra la porta della sagrestia c’è l’organo affrontato al pulpito ligneo. Ai lati dell’altare maggiore vi sono due tele: a destra Gesù che incorona due processioni, a sinistra l’ ultima cena. Sotto il finestrone è posto un dipinto settecentesco del Petruzzi raffigurante Gesù che appare a San Benedetto. Il soffitto dell’abside è affrescato con "La Gloria celeste", mentre una gigantesca tela (sempre del Petruzzi) è applicata alla volta della navata e raffigura S. Benedetto. Da notare inoltre le grate dalle quali le suore del confinante monastero di S. Benedetto ascoltavano la Santa Messa.

CELLA S. ANTONIO

E’ una chiesetta ( cinquecentesca ) dedicata al Santo, situata appena fuori del paese, dalla parte delle mura "a borea". In essa era conservata, in una nicchia sopra l’altare, una pregevole statua di S Antonio, scolpita dal Colombo. Vi si accedeva tramite una caratteristica scalinata affiancata da verdi cipressi . E’ chiusa al culto dal 1972.

LA CHIESA DI SANT’ ANNA.

E’ situata al fianco della villa, alla fine del corso. Un tempo era la chiesetta del convento dei frati Cappuccini, costruito intorno al 600 sui resti del castello Normanno. Nel 1964, il convento venne abbattuto per la costruzione della scuola media, mentre la chiesa venne lasciata "in piedi". Essa aveva un esterno semplicissimo fino al 1958, anno in cui fu restaurata e in un certo senso "rovinata", a cominciare dal campanile che infatti pende leggermente verso la villa.
INTERNO. La chiesa ha una unica navata ai cui lati sono sistemate 5 statue: a destra S. Luigi Gonzaga, S. Antonio Abate, S. Andrea, tutte realizzate nel secolo scorso; a sinistra ci sono invece S. Michele Arcangelo del 700 e S. Giuseppe del nostro secolo. L’altare è sormontato dalle statue di Sant’Anna, San Gioacchino e Maria bambina, gruppo scolpito nell’800. Uscendo dal luogo sacro, sopra al portale si osserva un bell’organo settecentesco.

CHIESA DI SAN FRANCESCO

E’ una chiesa del 700 in stile barocco, con sapore rococò. La navata è unica, affiancata da 4 altari, sormontati da pregevoli tele settecentesche. A cominciare da sinistra si trovano: la Madonna col Bambino del Marenga, San Vescovo del Petruzzi. A destra ci sono invece S. Giuseppe da Copertino con Maria Immacolata che appare a nobili persone troiane, la tela della Madonna Immacolata, il pulpito ligneo del 700. Dietro l’altare maggiore, appese all’abside sono altre tele a cominciare da sinistra abbiamo: Mosè con le tavole dei comandamenti, S. Francesco e l’indulgenza plenaria, Mosè che libera gli israeliti dai serpenti. Tornare nella navata per osservare e inevitabilmente apprezzare il bel soffitto ligneo, dipinto da Michele Calitri che ha voluto raffigurare la Glorificazione della Madonna.

SAN BASILIO.

Sita in Piazza Sabato, risale al 1000, forse addirittura all’età Paleocristiana. La facciata è semplice, come pure l’interno. Bello l’abside con a fianco destro il campanile e a quello sinistro una Cappella.

INTERNO. Entrando, a sinistra si trovano un fonte battesimale del 500 e un affresco (sempre del 500) con S. Giovanni Battista che battezza Cristo. Una gigantesca tela del 700, è posta a destra del fonte battesimale e rappresenta la Madonna col Bambino, e sotto a sinistra S. Basilio. Ai lati della navata sono 8 colonne, sormontate da semplicissimi capitelli. La sagrestia si erge a sinistra, sotto la torre campanaria.

 SAN GIOVANNI DI DIO

E’ una chiesetta cinquecentesca , inizialmente Cappella dell’ospedale dei Fatebenefratelli (ordine a cui apparteneva anche S. Giovanni di Dio). Esternamente è semplice, e oltre al portone che affaccia su " Fuori le mura a borea ", possiede una entrata secondaria tramite un cortiletto accessibile da Via Ospedale. Entrando in chiesa dal medesimo cortile, ci si trova al fianco sinistro dell’altare maggiore sormontato dalla statua di S. Giovanni di Dio. Una bella tela seicentesca raffigurante S. Carlo Borromeo sovrasta l’altare laterale di destra su cui è poggiato un antico reliquiario. Sull’altare laterale di sinistra è invece un altro quadro che rappresenta la Madonna dell’Arco. Di questa esisteva una edicola sacra, su cui fu poi edificata la chiesa di S. Giovanni di Dio.

EX CHIESA DELL’ANNUNZIATA

E’ una costruzione risalente al 1500, posta al fianco sinistro della chiesa di S. Giovanni di Dio (o meglio di Via Ospedale). Conteneva una enorme tela raffigurante l’Annunziata. Attualmente è adibita ad abitazioni private.

EX CHIESA DEI MORTICELLI.

Eretta nel 700 possiede l’unica entrata sul corso, tramite un lungo corridoio a cui si accede per mezzo di un particolare cancello dell’800. Inizialmente, l’entrata si trovava in Via Michele Jamele. Questa chiesa era sede della confraternita dei Morticelli, e le catacombe di cui disponeva servivano per la sepoltura dei confratelli. Vi era anche una specie di cripta , scavata nel 1752, chiamata Grotta di S. Michele (conteneva infatti una statua del Santo). Purtroppo, dalla fine degli anni 50, il luogo Sacro, giace in uno stato di tremendo abbandono, tanto che il tetto è crollato per intero; e se non verrà attuato un urgente progetto di restauro, si favorirà anche il crollo dei 4 muri perimetrali che per " miracolo" sono rimasti in piedi.

CHIESA DELLA MEDIATRICE E ISTITUTO COMBONIANO.

 Edificio del 700, era il monastero delle suore Clarisse. Venne successivamente abbandonato, poi ripristinato e restaurato verso gli anni 30 dal Missionario Padre Bernardo Sartori (morto nel 1983), che ne fece l’istituto Comboniano di Troia. La chiesa contiene una statua del 1928 rappresentante la Madonna delle Grazie, realizzata da Stufflesser da Ortisei.

 

 CHIESA DI SAN DOMENICO.

Si trova alla fine del Centro Storico, vicino alla Mediatrice. E’ trecentesca, con facciata semplice e interno abbastanza " spoglio". Possiede una unica navate grande, con altare barocco e una cappellina laterale a sinistra di chi entra. In quest’ultima è conservata la statua della Madonna del Rosario. Prima conteneva anche un S. Andrea e il quadro a bassorilievo di S. Cecilia (ora trasferito nella sagrestia di altra chiesa), realizzato dalla Schola Cantorum dell’istituto S. Domenico, nella prima metà del 900 .

Nella navata sono le statue di: S. Domenico, S. Vincenzo Ferreri, S. Giacinto. Dietro l’altare vi è un ampio spazio, e il passaggio per entrare nel Palazzo S. Domenico, fino agli anni 70 Istituto delle suore di S. Giovanna Antida . Sulla porta di ingresso della chiesa, si erge un palco con organo.

EX CHIESA DI SANTA CROCE.

E’ posta fuori del centro storico, ed è del seicento. Era preceduta da caratteristiche edicole rappresentanti le stazioni della Via Crucis. Fu adibita a garage nel 1972.

EX CHIESA DI SAN BERNARDINO.

Costruzione del 400 posta in prossimità del cimitero, è ormai, assieme al monastero dei frati zoccolanti, un rudere.

EX CHIESA DI SAN MARCO EVANGELISTA.

Fu costruita nel 1625 dal Vescovo Felice Siliceo; come ricorda una lapide all’esterno, ora trasferita nel museo Civico. La chiesa conteneva il corpo di S. Secondino. Attualmente è adibita a garage. Si trova sulla strada provinciale Troia - Foggia, a poco più di 1 Km. dal centro storico.

 



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